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Parla Sergio De Gregorio, sulla rogatoria italiana a Hong Kong contro Berlusconi. Un servizio di Francesca Biagiotti. (Piazzapulita/La7) Parla De Gregorio: “Per Berlusconi ho fatto molte cose”. I verbali inediti. Dal Blog di Francesca Biagiotti: Le rivelazioni di De Gregorio su Berlusconi alla Procura di Napoli stanno attirando le attenzioni anche della Procura di Milano. Oggi, dopo il nostro pezzo di ieri sera (http://www.la7.it/piazzapulita/pvideo-stream?id=i746527) De Gregorio è stato sentito dal pm De Pasquale della procura di Milano, con il collega Spadaro, titolare dell’inchiesta Mediatrade. De Gregorio è indagato a Napoli insieme a Walter Lavitola e a Silvio Berlusconi per corruzione, al centro dell’inchiesta i soldi che l’ex senatore dichiara di aver ricevuto dal cavaliere per la caduta del governo Prodi del 2007 Nei verbali del 28.12.2012 che in esclusiva pubblichiamo integralmente qui (http://blog.la7.it/piazzapulita/wp-content/uploads/2013/09/INTERROGATORIO-DE-GREGORIO-29.12.1213.pdf) De Gregorio affronta con i pm Napoletani henry John Woodkock, Vincenzo Piscitelli, Alessandro Milita e Fabrizio Vanorio, anche il capitolo che chiama “vicenda Hong Kong, la Procura di Milano e la società del mediatore Agrama”. Qui racconta come sarebbe intervenuto nel 2007per rallentare le indagini della procura di Milano che stava indagando, e sta indagando tutt’ora, sulle vicende dei diritti tv di Mediaset. Questo racconta De Gregorio “andai ad Hong Kong ed il Console italiano, che si chiama Alessandro De Pedis, non so se nella prima o nella seconda missione (…) mi rilasciò un appunto in cui mi informava che i che i Pubblici Ministero Spadaro e De Pasquale erano andati ad Hong Kong a fare perquisizioni ed interrogatori nell’ambito degli approfondimenti relativi al processo Agrama, avendo il sospetto che due società del mediatore Agrama, con sede ad Hong Kong, servissero semplicemente da punto di riferimento per gonfiare i costi dei, delle pellicole o dei serial tv comprate negli Stati Uniti e che venivano poi fatte passare da Hong Kong per gonfiare i costi e frodare il fisco”. Questo e’ l’appunto (http://blog.la7.it/piazzapulita/wp-content/uploads/2013/09/allegato-lettera2.pdf) che De Gregorio dice di aver avuto da l’ex console De Pedys, oggi alla Farnesina come capo della segreteria del viceministro Marta Dassù, che ieri in trasmissione ha mandato una rettifica confermando gli incontri ma smentendo il passaggio di documenti: “Il Dottor Alessandro De Pedys non ha mai consegnato a chicchessia documenti o carte riguardanti l’inchiesta su Mediaset. Il Dottor De Pedys si limitò, su richiesta dell’allora Presidente della Commissione Difesa del Senato, Sen. De Gregorio, ad organizzare per la Commissione stessa una visita istituzionale che prevedeva incontri con il Governo e il Parlamento di Hong Kong e l’assistenza dell’ICE per la parte imprenditoriale.” De Gregorio nell’interrogatorio racconta invece che “furono (missioni ndr) tutte e due pagate con soldi nostri, perché il Senato non finanzia le missioni che non siano inserite in un calendario istituzionale.” Il pm Alessandro Milita chiede: “Quindi non sono missioni queste?” De Gregorio risponde “Non sono missioni istituzionali”. A domanda del pm sul perché sia stato dato a lui questo appunto l’ex senatore risponde “Lo dice a me perché dice: sai, diventiamo… instauro un rapporto di simpatia, sapendo che ero amico di Berlusconi, dice, sa, le voglio segnalare una questione (…) Scusi, senatore, lei è amico di Berlusconi, Berlusconi la sa questa cosa?” A questo punto De Gregorio si sarebbe messo in moto e racconta: “quando io tornai in Italia andai a Palazzo Grazioli, e dissi: guarda, Presidente, che io sono andato lì e mi hanno detto di questa indagine del P.M. De Pasquale e Spadaro, ne sai niente? Lui chiama Ghedini, che stava lì da lui, eccetera, dice: Niccolò, ne sappiamo niente di questa cosa? Ghedini dice: no… Berlusconi dice: che si può fare? Dico: me lo domandi a me? Tu sei il capo dell’opposizione, seppure non sia il Presidente, non sia più Presidente del Consiglio, sei il capo dell’opposizione, puoi rivendicare al… presso il Governo di Hong Kong, le autorità cinesi, il tuo diritto a veder tutelate delle informazioni che riguardino atti giudiziari relativi ad un parlamentare… lui dice: ma tu che vuoi fare? Io dico: io posso chiamare… e, e, e… io sono stato lì, ho parlato con il Ministro degli Affari Costituzionali “Lam”, ho parlato con… il Ministro delle Finanze e, e, e, “Zeng”, posso mandare un messaggio a questi signori per fargli capire che il capo dell’opposizione in Italia non merita questo trattamento dalle autorità di Hong Kong e che quindi stiano attenti a, diciamo, a fare in modo che tutti, tutti gli atti compiuti sul territorio di Hong Kong abbiano una cornice di legittimità… e, e, e… feci… chiesi al rappresentante speciale presso l’Unione Europea, Mary “Cho” si chiama, di venire a Roma, la incontrai e protestai fortemente per questi atti illegittimi compiuti…”. Quindi, dai racconti dell’ex senatore, tutti da verificare, sarebbe Berlusconi a mandare De Gregorio. “lui disse: vai tu dall’ambasciatore cinese e vagli a portare la mia contrarietà rispetto a questa decisione, rispetto a questo… e chiedigli di intervenire perché tutto venga ristabilito”. Ma De Gregorio oltre a “protestare” riferisce, nell’interrogatorio che pubblichiamo integralmente in esclusiva qui (http://blog.la7.it/piazzapulita/wp-content/uploads/2013/09/INTERROGATORIO-DE-GREGORIO-7.1.131.pdf), che “Il Governo di Hong Kong si diede un gran da fare per quella vicenda, per quella vicenda che riguardava il Presidente Berlusconi, ma ovviamente chiedeva anche dei nostri interventi politici (…). Il Ministro delle Finanze ci chiese di incidere sul Governo perché rimuovesse la regione amministrativa speciale di Hong Kong dalla “black list”, che impediva a molti imprenditori di lavorare in maniera trasparente, e anche nell’interesse degli imprenditori italiani, per esempio, il Senatore Saro fece una dichiarazione pubblica in cui chiedeva, e allego, e allego il resoconto di stampa, in cui chiedeva che il, Hong Kong fosse rimossa dalla “black list”. Oltre all’intervento per l’uscita dalla black list, cosa che in effetti è poi accaduta, De Gregorio racconta anche che il rappresentante alla UE del protettorato cinese gli chiese: “di incidere sul Santo Padre perché il premier di Hong Kong “Donald Sang” potesse essere ricevuto riservatamente dal Papa Benedetto XVI. Hong Kong (…) Io mi misi in moto e andai a trovare insieme con il defunto mio amico Saverio Valente, monsignor Pietro Parolin, che era sottosegretario di Stato per gli Affari Esteri, era uno dei vice del cardinale Bertone, e riuscii a conseguire la… che Sua Santità accettasse di incontrare… Nunzio Apostolico ad Hong Kong, però poi quando fu fissato l’appuntamento, il premier Sang non fu autorizzato a venire dalle autorità cinesi. Saltò la opportunità, io profittai per chiedere a monsignor Pietro Parolin un’udienza privata con sua Santità durante la, un contatto privato con Sua Santità durante l’udienza generale, e mi feci fare, e sua Santità accettò di erogare la benedizione a me e alla mia famiglia”. Le dichiarazioni dell’ex senatore sono quelle di un indagato sono quindi da verificare e proprio su questi punti sarebbe stato sentito oggi De Gregorio. L’iter del procedimento Mediatrade per il momento è in corso, la rogatoria che effettivamente nel 2007 subì un rallentamento, oggi sembra essersi mossa, anche se i documenti che la procura aspetta, non sono ancora arrivati. In questo procedimento comunque Berlusconi è già uscito, restano indagati il figlio Pier Silvio, Federe Confalonieri e il “mediatore” Frank Agrama.

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